Idee a proFUSIONE 7. Cosa succede alle identità locali con il nuovo comune?
FUSIONE DEI COMUNI VALLE DEL SAMOGGIA.
Con la fusione cosa succede alle identità locali?
5 IDENTITA’ LOCALI PIU’ FORTI ALL’INTERNO DEL NUOVO COMUNE.
Quello che potrebbe sembrare il punto più delicato della discussione sulla fusione è l’identità di ogni singolo territorio: in realtà pensare che con il comune unico le identità locali spariscano pone male la questione.
Tutti i municipi e le denominazioni (associazioni, squadre di calcio…) resteranno anche con il nuovo comune. In pratica saremo ancora montevegliesi, savignesi, castellettesi, crespellanesi e bazzanesi, ma di un comune della Vallesamoggia.
Guardando poi quanto già ora un cittadino di Calcara o di Oliveto sia attaccato alla sua frazione in termini identitari capiamo che l’identità in realtà non dipende dai confini istituzionali ma si costruisce facendo vivere i luoghi.
L’identità locale sarà in realtà più forte se per esempio in una frazione come Vedegheto avremo le risorse per tenere aperto più spesso il piccolo centro civico dando spazio e modo alla gente di fare iniziative, di conoscersi e creare legami.
L’identità locale sarà più forte se avremo le risorse per finanziare progetti culturali basati sulle radici e la storia di ogni luogo e le idee che vengono dalla società civile (iniziative sportive, musicali..).
L’identità locale sarà più forte se avremo le risorse per valorizzare le zone del nostro territorio più attraenti dal punto di vista turistico, legandole però ad un comune che abbia la massa critica necessaria ad avere visibilità, e che sia direttamente con i suoi confini affacciato sulle vie di comunicazione autostradali.
Idee a proFUSIONE 6. La rappresentanza. Ovvero come fa un Sindaco solo a tenere conto delle esigenze di tutti?
Idee a proFUSIONE Parte 6. FUSIONE DEI COMUNI VALLE DEL SAMOGGIA.
Problemi da affrontare: la rappresentanza. Ovvero come fa un Sindaco solo a tenere conto delle esigenze di tutti?
Uno dei problemi sicuramente più delicati da affrontare nel caso di unificazioni di comuni è la riduzione numerica della rappresentanza (da 5 sindaci a 1, da 23 assessori a 4, da 77 consiglieri a 16) aspetto che se non valutato attentamente rischia di pregiudicare la vicinanza delle istituzioni alla cittadinanza e rendere più difficile partecipazione e trasparenza.
Da un certo punto di vista si tratta di un problema più di percezione se pensiamo che Roma con 2,7 milioni di abitanti ha un Sindaco solo, allora anche la Valle del Samoggia ragionevolmente dovrebbe potercela fare.. E’ indubbio tuttavia che Roma ha anche dei quartieri e che in ogni caso un comune che nasce dalla fusione di altri ha esigenze diverse e la necessità di restare un comune “a rete”.
Infatti è la stessa legge a prevedere che vengano mantenute “forme di rappresentanza” per tutti i territori “fondatori”. Sarà quindi obbligatorio e opportuno istituire organismi tipo “consigli di municipio” almeno per ogni comune fondatore.
La discussione è aperta su come istituirli (l’orientamento prevalente finora emerso è quello di creare consigli e relativi presidenti delle municipalità eletti dalla cittadinanza) e sui poteri di cui dotarli: i criteri devono comunque essere facilitare la partecipazione, salvaguardare la governabilità ed essere un primo punto di ascolto per le problematiche di tutti i territori agevolando così l’attenzione e la consapevolezza del nuovo sindaco e del nuovo consiglio, con la possibilità di avere anche su alcune tematiche una dotazione economica propria da utilizzare.
E’ bene poi sapere che la legge Calderoli obbligherà, fusione o no, ad un restringimento della rappresentanza tutti i comuni: es. Savigno, il comune più piccolo, nel 2014 avrà 1 sindaco + 1 solo assessore con tutti i limiti di tale organizzazione.
Nulla vieta poi di mantenere in essere importanti istituzioni di rappresentanza che già ci sono come le Consulte di frazione e quelle tematiche.
Idee a proFUSIONE 5. Perchè non è sufficiente continuare con l’Unione dei Comuni?
Idee a proFUSIONE 5.
FUSIONE DEI COMUNI VALLE DEL SAMOGGIA.
Perchè non è sufficiente l’Unione dei Comuni?
I comuni della Valsamoggia partecipano dal 1999 ad un’Unione dei Comuni che consente di gestire insieme i servizi per garantire economie e per migliorarne il livello.
Questa è una strada da continuare a percorrere e implementare, sia in ottica fusione, sia nel caso non si proceda, perchè già ora la gestione associata dei servizi è imprescindibile per alcuni comuni che altrimenti non potrebbero più sostenerli e in ogni caso la legge OBBLIGA dal 2013 i comuni con meno di 5000 abitanti a gestire in forma associata tutti i servizi fondamentali.
L’Unione però ha dei limiti strutturali: cioè ci sono alcuni servizi che non si possono associare (l’anagrafe per motivi legislativi o la contabilità per motivi pratici visto che farebbe sempre riferimento a 5 bilanci distinti) e in ogni caso non consentirebbe quella semplificazione, reperimento di risorse, acquisizione di peso politico per le comunità che la fusione consente.
L’Unione e il Comune unico sono due entità solo concettualmente simili ma con profonde differenze pratiche: un’automobile ed un aereoplano ti possono portare alla stessa destinazione, ma con tempi e modi molto diversi.
La forza del legame politico diretto dei cittadini con il comune unico e la nuova amministrazione permetterebbe di fare un salto di prospettiva che l’Unione, per quanto forte, difficilmente potrebbe realizzare se non limitatamente ad alcune tematiche.





