Emesi

Sette anni a Dell’Utri: ‘Mangano il mio eroe’
“Il vomito (detto anche emesi) è l’espulsione rapida di materiale gastrointestinale dalla bocca, che può essere alimentare o non alimentare. Solitamente è preceduto da nausea e conati. Nausea conati e vomito sono pressoché costantemente accompagnati da ipersalivazione.
Il vomito è dovuto al concorso di una contrazione vigorosa del diaframma e dei muscoli addominali (che provoca aumento della pressione intragastrica ) con un’onda gigante di antiperistalsi originatasi dal digiuno prossimale che, a differenza di quanto avviene nella peristalsi, spinge il contenuto dei visceri dal basso verso l’alto.” (fonte Wikipedia)
Regione di elezione: Lombardia
Nato l’11 settembre 1941 a Palermo
Residente a Milano Professione: Dirigente industriale
Elezione: 13 aprile 2008 Proclamazione: 23 aprile 2008 Convalida: 22 dicembre 2009
Membro Gruppo PdL
Libertà e congressi
Limiti alla possibilità di intercettare telefonate da parte degli inquirenti, limiti alla libertà di stampa, tentativi ripetuti di modificare la Carta Costituzionale basati su argomentazioni opinabili, personali e il più delle volte infondate del tipo “con questa architettura è difficilissimo trasformare i progetti in leggi” o “governare visto da dentro è un inferno”, per non parlare degli attacchi agli organismi istituzionali o dell’insofferenza alle regole. L’attacco all’”architettura” dello Stato italiano è in corso da anni, con un meccanismo ormai oliato fatto di tentativi periodici che si spingono sempre un po’ più in là, che saggiano dove si può arrivare, e provano ad arrivarci. Così facendo, nel frattempo, si diffonde l’informazione voluta, cioè che il problema italiano si trovi nella struttura stessa dello Stato, per essa ci sono difficoltà, dunque va cambiata.
Naturalmente, va cambiata secondo le intenzioni di chi ha espresso le stesse argomentazioni, e cioè il presidente del consiglio, ben sostenuto dai membri della sua maggioranza.
Tutto ciò avviene tra opposizioni ed ammiccamenti, incertezze ed applausi, da parti sociali, associazioni, organismi, commentatori, chi dice no, chi dice sì, chi dice forse, incertezze che consentono di protrarre ancora un po’ la serie di attacchi di cui sopra.
Sabato 19 giugno il Partito Democratico organizza una manifestazione a Roma contro la legge che limita intercettazioni e libertà di stampa.
Incredibile a dirsi, ma non è un’iniziativa di altri tempi, il sabato 19 è del 2010.
E’ del tutto evidente che in questa situazione il Partito Democratico deve essere il perno, il centro, dell’alternativa culturale a ciò che propone la maggioranza che ora governa prima ancora che alternativa di governo, perchè senza l’una non si fa l’altra. L’occasione c’è anche sul piano locale: sabato 12 il congresso del PD bolognese sancirà l’inizio di una nuova fase che deve essere fortemente caratterizzata dai propri valori e proposte, ma prima ancora, dall’espressione chiara e in tutte le sue forme del proprio ambito culturale, decisamente alternativo a quello della destra che ora governa l’Italia.
l Partito Democratico di Bologna organizza i pullman per partecipare alla manifestazione nazionale del PD contro la manovra economica che si terrà nella capitale sabato 19 giugno: partenza da via Rivani alle 4,30 per arrivare al Palalottomatica alle 10, orario di inizio della manifestazione. Per adesioni e informazioni: 051 4198201, organizzazione@pdbologna.org
Medio Oriente. Adesione del Pd di Bologna al presidio di venerdì 4 giugno.
Il Partito Democratico di Bologna aderisce e invita i suoi iscritti e simpatizzanti a partecipare alla manifestazione-presidio promossa per venerdì 4 giugno alle ore 17.30 in piazza Santo Stefano da Cgil, Cisl, Uil, Acli e Arci per dire basta al conflitto in Medio Oriente e per chiedere alla Comunità internazionale di far riprendere il processo di pace.
“Il gravissimo episodio accaduto oggi ripropone drammaticamente la necessità di un impegno per una soluzione pacifica del conflitto tra israeliani e palestinesi – ha dichiarato Andrea De Maria, segretario del PD di Bologna, commentando l’attacco israeliano in acque internazionali alle navi umanitarie dirette a Gaza. – La spirale perversa di interventi militari e terrorismo non fa altro che generare odio e risentimento e rendere più difficile la riapertura di un negoziato.
Solo garantendo al popolo palestinese il diritto a vivere in uno stato pienamente libero e sovrano e a quello israeliano sicurezza e pace, si potrà porre fine ad un conflitto che dura da più di 60 anni e che rappresenta un pericolosissimo elemento di instabilità per gli assetti internazionali.”



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